Note musicali in inglese: come riconoscerle su uno spartito

Se non impari a leggere le note musicali in inglese, rimani fuori dal 90% delle cose che puoi suonare con il tuo strumento musicale. Te ne sei reso conto?

In questo articolo il mio obiettivo è chiarirti ogni aspetto di questo argomento. Non sarà un articolo leggero: ci saranno spiegazioni, esempi, immagini e domande a cui dovrai rispondere. Ti consiglio di salvare questa pagina nei preferiti per evitare di perdertela in futuro.

Oltre a delle spiegazioni super dettagliate e chiarissime, ti ho preparato 20 quiz gratuiti per mettere alla prova la tua conoscenza. Prima di procedere con la lettura assicurati di averli scaricati. Sono gratuiti. Li puoi scaricare dal form qui sotto.

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Con l’avvento di internet, riusciamo a intercettare sempre più frequentemente spartiti derivanti da tutto il globo.

Possiamo suonare brani composti in America o in Giappone con un solo clic. Questo è ciò che chiamiamo globalizzazione (musicale).

Un consiglio: alla fine dell’articolo ti verranno poste delle domande per verificare che tu abbia compreso l’argomento, dunque non saltare nessun paragrafo, così che sarai in grado di rispondere alle domande.

Indice dell’articolo:

  1. Come funzionano le note musicali;
  2. Le note musicali in inglese;
  3. Differenze tra note musicali in italiano e in inglese;
  4. Come nascono le note Do, Re, Mi;
  5. Termini utili utilizzati nella notazione musicale inglese;
  6. Gli accordi nel sistema musicale inglese;
  7. La diffusione del linguaggio musicale inglese con internet;
  8. Tabella di riferimento (con PDF allegato);
  9. Un errore comune: differenza tra B e H;
  10. Domande per metterti alla prova;
  11. Conclusioni;

Come funzionano le note musicali: un linguaggio globale

Ti sei mai chiesto perché nasce la notazione musicale? Perché la musica ha un suo linguaggio che viene trascritto su carta?

Come la lingua italiana, l’inglese, il francese e tutte le altre lingue, anche la musica necessita di una forma riproducibile.

Cosa significa riproducibile?

  • Può essere eseguita da altre persone, anche se non si conoscono. Io, ad esempio, non conosco Chopin, ma posso suonare i suoi brani;
  • Può essere trasmessa nel tempo. Grazie ai secoli trascorsi e alle strade già tracciate dai giganti che ci hanno preceduto, abbiamo il grande vantaggio di partire dal punto più avanzato del percorso. Grazie a loro, non dobbiamo reinventare la ruota;
  • Grazie alla notazione musicale, la musica è condivisibile. Fin dagli albori, questo ha permesso ad associazioni come le chiese di diffondere le composizioni su larga scala, assicurando che il progresso venisse condiviso con tutti.
  • Infine, la notazione musicale è un linguaggio globale. Se scrivo una composizione in Italia, non ci sono barriere che non permettano a un cinese di eseguire la mia composizione, e viceversa. Possiamo così eseguire brani composti da tutto il mondo grazie alla forza del linguaggio.

Quando la musica veniva trasmessa in modo orale, il progresso è sempre stato minimo, poco impattante. Ogni decennio venivano profuse quasi le stesse energie per trasmettere il funzionamento generale della musica.

Quando poi abbiamo trovato le prime correlazioni “se suono questo funziona, se suono questo non funziona” abbiamo iniziato a creare le prime regole.

E poi abbiamo osservato altro, e abbiamo creato altre regole. E poi altre ancora.

Fino ad oggi, dove il linguaggio musicale ha subito un’enorme evoluzione nel corso dei secoli tanto da diventare estremamente chiaro ed esplicito (ma anche complesso).

Come funzionano le note in inglese

Anche se le note musicali sono comprensibili in tutto il mondo, ci sono diverse sfumature e tradizioni che sono state preservate.

Da ciò, nascono alcuni dettagli che differenziano la musica nel mondo. Ma dopo questo articolo, anche questo ostacolo non ci sarà più.

Sono sicuro che tu sappia che in Italia, le note musicali sono Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si.

E se sei qui, probabilmente sai che esiste un altro modo di chiamare le 7 note musicali.

Anzi, a dirla tutta, le prime note si chiamavano in un altro modo. La notazione Do, Re Mi… è nata molto dopo.

Questa la chiamiamo notazione sillabica, proprio perché è composte da sillabe (do, re, mi…) e viene definita notazione latina. Questa notazione viene utilizzata in:

  • Italia
  • Francia
  • Spagna
  • Portogallo
  • E più in generale nell’Europa meridionale

Nei paesi angolofoni, invece viene utilizzata un’altra notazione musicale. Chiamata appunto notazione anglosassone, la quale è composta da lettere dell’alfabeto.

Questa notazione viene utilizzata in paesi in cui si parla la lingua inglese e tanti altri paesi:

  • Stati uniti
  • Regno unito
  • Canada
  • Australia
  • E più in generale l’Europa centrale e settentrionale

Dovrebbe essere quindi chiaro che la notazione anglosassone viene utilizzata molto di più rispetto a quella latina.

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Differenze di note tra il sistema italiano e inglese

Le note musicali nella notazione anglosassone sono:

  • A (che corrisponde al nostro LA)
  • B (corrisponde al nostro SI)
  • C (corrisponde al nostro DO)
  • D (il nostro RE)
  • E (il nostro MI)
  • F (il nostro FA)
  • G (il nostro SOL)

Questa appena esposta è la prima notazione musicale creata dall’uomo. Nell’antica grecia utilizzarono proprio questa sequenza di lettere per definire le prime altezze dei suoni.

Mentre la nostra notazione viene chiamata sillabica (do, re, mi…) la notazione in questione viene chiamata alfabetica (a, b, c…). Il motivo è palese.

Alla fine di questo articolo ti darò alcuni esercizi per fare pratica e riuscire a diventare più rapido nel definire le note musicali anche nella notazione anglosassone. Rimani fino alla fine per questi quiz e per le domande che ti fornirò per metterti alla prova.

Potresti chiederti: “Perché esistono diverse notazioni musicali? Non era meglio un’unica notazione per tutto il mondo?”

Note musicali: come nasce la notazione latina (do, re, mi)

In effetti avere un’unica notazione sarebbe stata più comodo. Ahimè, sono nate delle necessità che hanno portato alla creazione della notazione latina.

Il protagonista di questa storia è Guido d’Arezzo, un monaco benedettino e un innovatore nel campo della teoria musicale. Ci pensi che senza Guido d’Arezzo non avremmo le nostre 7 note musicali?

Mettiamo le cose in chiaro: Guido d’Arezzo non creo il sistema di notazione sillabica (do,re,mi) per sostituire quello alfabetico (a,b,c,).

Bensì, la sua geniale idea di introdurre anche (e non sostituire) il sistema sillabico permise alla chiesa, a quei tempi molto più potente di oggi, di facilitare la comprensione e l’apprendimento della musica.

Le sillabe che propose Guido d’Arezzo sono le prime sillabe provenienti da un canto liturgico, Ut queant laxis, un canto dedicato San Giovanni Battista.

Il canto recita così:

Ut queant laxis

Resonare fibris

Mira gestorum

Famuli tuorum,

Solve polluti

Labii reatum,

Sancte Johannes.

Utilizzando un trucco mnemonico, Guido d’Arezzo decise di far coincidere le note musicali con la prima sillaba del verso:

  • Ut (qui dobbiamo precisare un cosa)
  • Re
  • Mi
  • Fa
  • Sol
  • La
  • Si (anche qui dobbiamo precisare una cosa)

Riguardo la prima nota “Ut”, questa venne utilizzata per molti anni, fino a quando un altro teorico musicale, Giovanni Battista Doni, propose di cambiare la nota “Ut” con la nota “Do”, questo perché l’emissione vocale della sillaba “Ut” rendeva il tutto più difficile, data la consonante alla fine.

Mentre la sillaba “Do” era molto più comoda da utilizzare.

“Da dove proviene la sillaba DO?”

Di questo non se ne ha certezza, gli studiosi hanno dato due possibili motivazioni:

  1. DO è la prima sillaba del cognome di chi lo ha proposto, Doni, potrebbe dunque essere un’azione un po’ narcisistica;
  2. La seconda motivazione è di stampo più religioso. Si pensa che DO stia per Dominus, e che abbia dunque a che fare con la religione;

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Notazione musicale inglese: altri termini utilizzati

Esistono altre parole di lingua inglese che vengono utilizzate nel campo musicale. Potrebbe dunque essere utile per te imparare a riconoscerle.

Ecco i vocaboli principali che ti saranno utili:

  • Flat = con questo termina si intende l’alterazione “b”, che nel nostro linguaggio chiamiamo bemolle.
  • Sharp = con questo termine si intende l’alterazione “#”, che nel nostro linguaggio chiamiamo diesis.
  • Major = con questo termine s’intende “maggiore”. Spesso viene abbreviato con “Maj”.
  • Minor = con questo termine s’intende “minore”. Spesso viene abbreviato con “Min”.
  • Chord = con questo termine si fa riferimento alla parola “accordo”.

Note musicali in inglese: l’uso degli accordi

A chi mi chiede “perché dovrei imparare a leggere la notazione anglosassone”, gli risponderei con questo paragrafo.

L’Italia, amico mio, è un minuscolo granello di sabbia se messa a confronto con tutto il mondo. Ecco perché devi saper parlare la lingua che si parla in tutto il mondo “musicale”.

Questa lingua è la notazione anglosassone.

È così famosa che addirittura nel nostro paese spesso la musica viene scritta con questo linguaggio. Dunque, se non parli quella lingua, praticamente vieni tagliato fuori dal 99% del globo.

Un esempio: i canzonieri sono spesso scritti con accordi che utilizzano la notazione anglosassone.

Una volta imparata la notazione inglese che abbiamo visto nei paragrafi precedenti, non avrai molta difficoltà a riconoscere gli accordi. Facciamo alcuni esempi insieme che ci daranno modo di approfondire.

Accordo maggiore

Qui possiamo notare che c’è scritto C. Se ragioniamo sulla sequenza A (la), B (si), C (do). Si tratta dall’accordo di DO.

Per capire se è un accordo di DO maggiore o di DO minore, ci basta vedere cosa c’è scritto al fianco della C.

In questo caso non c’è scritto nulla. Quando non c’è nulla si da per scontato che sia un accordo maggiore. Dunque, ogni volta che trovi solo la lettera, senza alcun segno vicino, parliamo di un accordo maggiore.

Ad esempio questo è un accordo di LA maggiore:

Quiz 1: il seguente accordo è maggiore. Vero o falso?

Quiz 2: Il seguente accordo è maggiore. Vero o falso?

Accordo minore

Se al fianco della lettera troviamo il simbolo del meno (-) oppure la scritta “min”, si intende specificare che quello è un accordo minore.

Quiz 3: il seguente accordo è SOL maggiore. Vero o falso?

Quiz 4: il seguente accordo è FA minore. Vero o falso?

Accordo di settima

Quando al fianco della nota, trovi il numero 7, significa che quello è un accordo di settimana minore (nel nostro caso si tratta delle note do, mi, sol sib).

Fai attenzione a non confonderti, se al fianco del numero 7 non vi è indicato alcun simbolo, come nel nostro esempio, viene dato per scontato che si tratta di una settima minore.

Accordo di settima maggiore

Quando trovi scritto “maj” si intende, invece un accordo di settima maggiore (do, mi, sol, si).

Spesso li troverai anche con il simbolo “+” per indicare il medesimo accordo di settima maggiore.

Quiz 5: il seguente accordo è RE con la settima maggiore. Vero o falso?

Quiz 6: il seguente accordo è SI con la settima minore. Vero o falso?

Quiz 7: il seguente accordo è MI con la settima minore. Vero o falso?

Accordo con “add”

Quando trovi la dicitura “add” questa sta a significare che devi aggiungere una nota all’accordo in questione. Puoi trovare “add9”, che ti indica che va aggiunta la nona:

Composto dalle note DO,MI,SOL,RE Il RE è appunta la nona.

Accordo sus4 o sus2

La parola “sus” sta per “suspendend”, cioè sospeso. Questo perché nell’accordo “sus” la terza viene sostituita con un’altra nota e questo crea sospensione nell’accordo.

L’accordo di “sus2” sostituisce la terza dell’accordo con la seconda maggiore.

Accordo di DO:

  • Do
  • Mi (terza)
  • Sol (quinta)

Accordo di “Do sus2”:

  • Do
  • Re (seconda)
  • Sol (quinta)

Invece, l’accordo di “sus4” sostituisce la terza con la quarta. L’accordo di sus4 è quindi composto dalle note:

  • Do
  • Fa (quarta)
  • Sol

Esistono molte altre tipologie di accordi, ma abbiamo visto insieme le principali. Ora ti metto alla prova:

Quiz 8: Il seguente accordo è un accordo di DO maggiore con la quarta al posto della terza. Vero o falso?

Quiz 9: Il seguente accordo è un Re con la seconda al posto della terza. Vero o falso?

Quiz 10: Il seguente accordo è un SOL con la settima maggiore. Vero o falso?

Quiz 11: Il seguente accordo è un di MI minore. Vero o falso?

La notazione musicale anglosassone: come è arrivata in tutto il mondo

Il 98% delle informazioni che stai leggendo le dimenticherai. L’uso delle informazioni permette al tuo cervello di non dimenticare. Per questo ti abbiamo preparato degli esercizi pratici. Sono gratis. 👉VEDI ESERCIZI

La nascita di internet ha dato vita a una globalizzazione mai vista prima. Se ci pensi, solo 20 anni fa dovevi accontentarti di quello che trovavi nelle tue zone.

Ricevere qualcosa da altri continenti era un privilegio per pochi, per chi poteva permettersi spese di un certo livello.

E invece oggi, con un clic, possiamo scaricare il lavoro fatto da un americano. Magari un lavoro che ha pubblicato solo 5 minuti fa… e possiamo scaricarlo in pochi istanti.

Ecco perché la notazione musicale più usata al mondo, ovvero la notazione anglosassone, ha iniziato, grazie ad internet, a farsi sentire anche in Italia.

I musicisti di tutto il mondo preparano composizioni, arrangiamenti, spiegazioni e tutto quello che può riguardare la didattica, utilizzano la notazione inglese. Dunque se vogliamo accedere a quelle fonti, non possiamo fare altro che adattarci e imparare il loro linguaggio.

Tabella di riferimento (puoi scaricare il pdf)

Vuoi stampare una copia di questa tabella per averla sempre con te? Puoi scaricare il PDF da qui: scarica tabella.

Note musicali: differenza tra B e H

Nei primi tempi, le note erano 6, non 7. Mancava il SI.

A livello teorico abbiamo sempre avuto molte difficoltà a razionalizzare e gestire il “rapporto” con la nota SI.

Oltretutto, la nota SI era l’unica nota che poteva dare vita a un intervallo particolare. Il tritono: un intervallo composto da 3 toni. Ovvero l’intervallo FA-SI.

Potresti pensare “che problemi ci sono con un intervallo di 3 toni?” Nel medioevo, questo intervallo, veniva considerato diabolico, legato al male.

Non scherzo…devo ricordarti che davano la caccia alle streghe…?

Dunque esistevano due modi di raffigurare il SI:

  • Il SI quadratum (il si naturale);
  • Il SI rotondum (il si bemolle);

In Germania, non apprezzavano questi due SI così simili traa loro. Per evitare confusioni, iniziarono a differenziare di più queste due note. Utilizzando la H per il si quadratum (si naturale) e la B per il si rotondum (si bemolle);

Questa tradizione non ha mai trovato supporto negli altri paesi ma rimane una tradizione in Germania, ancora oggi.

Ecco perché sui manuali di teoria musicali tedeschi, oppure sulle composizioni tedesche, spesso troverai un H, la quale simboleggia il SI naturale. Quando invece troverai una B, questa indicherà il si bemolle.

Ripeto: questo vale solo per alcuni brani di musica tedesca (e neanche per tutti).

Test di valutazione

In questo paragrafo ho preparato per te altri 7 quiz. Questa volta saranno domande su tutto quello che abbiamo visto nel nostro articolo.

Quiz 8: la lettera F corrisponde alla nota FA. Vero o falso?

Quiz 9: la lettera B corrisponde al SI. Vero o falso?

Quiz 10: Se trovi “Cmaj7” è un DO con la settima minore. Vero o falso?

Quiz 11: Se trovi “D7” è un accordo di RE minore. Vero o falso?

Quiz 12: la lettera H significa SI bemolle. Vero o falso?

Quiz 13: il termine “flat” significa accordo. Vero o falso?

Quiz 14: il termine “sharp” significa diesis. Vero o falso?

Conclusione

Il 98% delle informazioni che stai leggendo le dimenticherai. L’uso delle informazioni permette al tuo cervello di non dimenticare. Per questo ti abbiamo preparato degli esercizi pratici. Sono gratis. 👉VEDI ESERCIZI

Congratulazioni per essere arrivato fino alla fine di questo articolo che mi ha richiesto un lavoro di 3 giorni per essere redatto. Spero che tu abbia trovato tutte le informazioni che cercavi.

Se sei un appassionato di teoria musicale e vuoi conoscere gli argomenti che la compongono, io, Simone, e Christian, abbiamo scritto un libro in merito che ti aiuterà profondamente.

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Ci vediamo alla prossima!

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